La tua abitazione ha dei locali seminterrati o interrati? Allora potresti avere un problema: il gas Radon

Radon

Il Radon è un gas radioattivo che può provocare tumori ai polmoni. Fai subito il mio test gratuito per capire se per te può essere un problema

Che cosa è il Radon?

Il Radon è un gas radioattivo di origine naturale, ed essendo un gas nobile è inodore ed incolore. Nasce dalla disintegrazione dell’uranio che, an che se in concentrazioni molto basse, è presente su tutto il territorio italiano. A causa della sua radioattività, il Radon è considerato la seconda causa di cancro ai polmoni dopo il fumo e a causa del suo stato fisico può concentrarsi in ambienti seminterrati o interrati della tua abitazione, aumentando il rischio di insorgenza di problematiche nel tessuto polmonare.

Perchè il Radon nella tua abitazione è così pericoloso?

Il Radon è un gas radioattivo, ma essendo un gas nobile è poco reattivo chimicamente: generalmente dopo essere stato inalato viene espulso dall’organismo. La vera fonte di esposizione alla rediazioni è dovuta ai suoi prodotti di decadimento anch’essi radioattivi, che si fissano al pulviscolo atmosferico e quindi irradiano il tessuto polmonare e bronchiale dove tale pulviscolo viene immesso tramite la respirazione. il DNA delle cellule colpite può essere danneggiato e se i meccanismi di riparazione cellulare non sono sufficienti si può sviluppare, anche a distanza di anni, un tumore polmonare Gli studi epidemiologici relativi a lavoratori di miniere di uranio hanno dimostrato la correlazione tra esposizione al Radon e tumore polmonare.

Dal 1987 il Radon è stato classificato dall’Organizzazione Mondale della Sanità (OMS) nel gruppo 1 delle sostanze con la massima evidenza di cancerogenicità. L’esposizione al Radon aumenta il rischio di cancro ai polmoni: l’aumento è significativo anche per esposizioni prolungate ai livelli che si trovano comunemente in molte abitazioni. E’ uno dei principali fattori di rischio di tumore ai polmoni, dopo il fumo. Sono allo studio anche eventuali effetti sull’apparato cardiocircolatorio.

Se il fumo è il primo fattore di rischio di tumore per i fumatori, il Radon è il primo fattore di rischio di tumore per i non fumatori

Il Radon a livello mondiale

A livello mondiale la principale sorgente di esposizione per la popolazione alle radiazioni ionizzanti è data dal Radon (42%) seguita dall’esposizione medica (20%).

Secondo i dati dell’Istituto Superiore di Sanità (https://www.iss.it/radon), il rischio di sviluppo di tumore polmonare da esposizione da Radon aumenta:

  • linearmente al crescere della concentrazione di Radon in aria: il rischio relativo aumenta del 16% ogni incremento di 100 Bq/m3;
  • Non si evidenziano differenze di genere;
  • forti differenze fra fumatori e non fumatori: il fumo di tabacco accresce il rischio di 25 volte;
  • Il rischio assoluto cumulativo, cioè la possibilità di avere il cancro ai polmoni entro l’età di 75 anni, per esposizioni continuative a livelli di Radon di 0, 100, 400 e 800 Bq/m3, sarebbe rispettivamente dello 0,41%, 0,47%, 0,67% e 0,93% nei non fumatori, contro il 10,1%, 11,6%, 16,0% e 21,6% nei fumatori.

Il Radon in Italia

In Italia sono state effettuate diverse campagne di misura della concentrazione di Radon in più di 50.000 edifici, tra abitazioni, scuole e luoghi di lavoro su tutto il territorio italiano. La media annuale della concentrazione di Radon è pari a 70 Bq/m3, superiore a quella mondiale che è stata stimata intorno a 40 Bq/m3. Nel 4,1% delle abitazioni si è misurata una concentrazione superiore a 200 Bq/m3, e nello 0,9% una concentrazione superiore a 400 Bq/m3. I valori medi sono molto variabili da regione a regione. Si riporta una mappa di sintesi delle concentrazioni medie di Radon dalla quale è evidente come la sua concentrazione media risulta variabile. Per questo motivo l’unico modo affidabile per conoscere la concentrazione media nella propria abitazione è misurarla con dispositivi e protocolli adeguati.

Radon in italia

Come si misura

L’analisi della concentrazione del Radon in un locale avviene attraverso l’utilizzo di diversi dispositivi chiamati dosimetri. I dosimetri si dividono in attivi, che danno una risposta immediata, o passivi, che non permettono di fornire una risposta immediata ma devono essere analizzati presso un laboratorio accreditato. Le due metodologie hanno sia pregi che difetti:

  • I dosimetri attivi permettono di avere un risultato immediato ma sono meno accurati rispetto ai dosimetri passini e hanno la necessità di un’alimentazione elettrica, oltre ad avere un costo considerevole;
  • I dosimetri passivi non forniscono un risultato immediato (devono essere analizzati da un laboratorio accreditato), ma risultano molto più efficienti rispetto ai dosimetri passivi, non hanno bisogno di alimentazione elettrica e hanno un costo contenuto.

Il rapido test per la valutazione del rischio radon 

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